Ingrediente appartenente alla famiglia degli alfa-idrossiacidi (AHA), denominati anche “acidi della frutta” perché presenti in molti frutti comuni. L’acido glicolico è comunemente utilizzato dai dermatologi a elevate concentrazioni (70%) per effettuare il peeling chimico; nei trattamenti cosmetici è impiegato a concentrazioni molto inferiori per un’azione di rinnovamento cutaneo.
E’ una molecola naturale del nostro organismo (tessuti connettivali). Costituisce la maggior parte della sostanza fondamentale del derma umano che, come un gel, lega fra loro le fibre collagene ed elastiche e conferisce alla pelle resistenza e protezione meccanica alla cute. Lega molta acqua e quindi è responsabile del turgore della pelle. L’acido ialuronico prodotto artificialmente è identico a quello naturale e per questo non pone problemi di allergie. E’ disponibile in cosmesi sotto forma di gel, creme, sieri ma viene usato anche in campo medico-estetico per correggere rughe, depressioni, imperfezioni ed in ortopedia per lubrificare e proteggere le articolazioni.
E’ una sostanza che agisce sulla proteina che si forma nell’epidermide, la cheratina, sciogliendola. Per questo l’acido salicilico è definito cheratolitico e viene comunemente utilizzato dai dermatologi, per rimuovere le formazioni dove la cheratina si accumula come calli, verruche e duroni. Il suo effetto è sfruttato anche in cosmetologia a basse concentrazioni per la sua capacità di esfoliare gli strati superficiali della pelle, eliminando le cellule morte e le impurità.
Vedi Alfaidrossiacidi.
Ingredienti con proprietà esfolianti. Queste sostanze, naturali o di sintesi, anche conosciute come “acidi della frutta”, sono particolarmente adatte per i peeling o scrub, vale a dire per quei trattamenti esfolianti che promuovono il rinnovamento dell’epidermide, attraverso l’asportazione più o meno intensa delle cellule morte dalla superficie epidermica. Queste tecniche stimolano il rinnovamento cellulare, donando alla pelle un aspetto più uniforme e luminoso.
E’ una risposta del sistema immunitario, il naturale sistema di difesa dell’organismo, a sostanze che da questo vengono riconosciute come estranee e quindi pericolose.
L’allergia ha una predisposizione genetica. Negli individui che ne sono portatori, le sostanze che per la maggior parte delle persone sono innocue, vengono invece individuate dal loro sistema immunitario come dannose (allergeni) e contro di esse scatena reazioni di difesa infiammatorie. Queste sono alla base delle manifestazioni cutanee, definite eczemi, quali eritema, prurito e lesioni della pelle nella zona di contatto con le sostanze allergizzanti.
Sostanza e/o prodotto in grado di suscitare una reazione allergica in una persona predisposta. Potenzialmente qualsiasi ingrediente e/o prodotto innocuo per la maggior parte degli individui può scatenare un’allergia in un soggetto vulnerabile. Il Comitato scientifico dell’Unione Europea ha riconosciuto a 26 sostanze utilizzate nei cosmetici potenzialità allergizzanti maggiori (rispetto a ingredienti comunemente impiegati nei cosmetici). Se una o più di queste sostanze è contenuta nel prodotto in quantità superiori alle soglie limite, deve essere indicata nella lista degli ingredienti.
Agente alcalino, utilizzato in alcuni prodotti di colorazione per capelli, che ha la proprietà di far gonfiare la fibra del capello, sollevando leggermente le scaglie. Ciò permette una migliore penetrazione dei coloranti.
Sperimentazioni eseguiti sugli animali, a scopo di studio e ricerca in diversi ambiti, tra cui quello medico, farmacologico, tossicologico e biologico. La legge vieta di compiere test su animali in campo cosmetico sul territorio dell’Unione europea. L’industria cosmetica europea è all’avanguardia negli studi per la messa a punto dei test alternativi.
Prodotto e/o sostanza che aiuta a combattere la forfora sui capelli.
Sostanza che previene la formazione di radicali liberi (dannosi per la pelle) o che si impiega nei prodotti per prevenire l’ossidazione (cioè la degradazione del prodotto a contatto con l’ossigeno atmosferico) di altri ingredienti presenti nella formulazione, specialmente i lipidi (grassi). L’ossidazione dei lipidi, infatti, rende il prodotto rancido e di cattivo odore.
Deodorante capace di limitare la sudorazione controllando il flusso di sudore ascellare.