L’impiego di test su animali per le verifiche di sicurezza da parte dell’industria cosmetica ha subito negli ultimi anni una costante e progressiva limitazione. Ormai da 20 anni, prima di quanto imposto dalle leggi, non si svolgono più sperimentazioni animali su prodotti cosmetici nell’ambito della UE. Questo risultato è stato ottenuto soprattutto grazie all’impegno dei produttori, in collaborazione con il mondo scientifico e le istituzioni, nella ricerca e messa a punto di metodi alternativi. Lo dimostra l’ultimo rapporto ufficiale pubblicato dalla Commissione Europea, secondo il quale nel 2005 solo lo 0,04% di tutti gli animali era impiegato per valutare la sicurezza di ingredienti da usare nei cosmetici. Un dato che oggi si è azzerato: dal marzo 2009 non si effettuano più test su animali per ingredienti cosmetici.
La sicurezza dei prodotti cosmetici e la garanzia della tutela della salute dei consumatori rimangono una priorità assoluta per l’industria cosmetica italiana ed europea. Tutti i prodotti immessi in commercio devono essere valutati da un esperto qualificato ed essere giudicati sicuri. Inoltre, specifici ingredienti presenti nei cosmetici (es. coloranti, conservanti, filtri UV, ecc.) sono regolamentati dalla Direttiva europea e dalla legge italiana, che garantiscono la sicurezza del consumatore che li usa.
L’uso di questi ingredienti deve, infatti, essere autorizzato secondo un iter preciso: solo nel momento in cui si dimostra la loro sicurezza per i consumatori, queste sostanze possono essere inserite fra quelle già permesse dalla normativa cosmetica. In passato questi dati e informazioni relative alla sicurezza provenivano soprattutto da test effettuati su animali. Oggi non è più possibile. Dunque attualmente come avvengono queste procedure? Come è la situazione attuale? Ecco qualche informazione in proposito.
Si possono ancora testare su animali nuovi ingredienti per scopi cosmetici?
La legge è estremamente chiara: a partire da marzo 2009 sono vietati in tutta l’Unione Europea i test su animali per nuovi ingredienti cosmetici. Il divieto per i prodotti finiti era in vigore dal 2004, anche se l’industria cosmetica non li utilizzava più dagli anni ’80.