L’impiego di test su animali per le verifiche di sicurezza da parte dell’industria cosmetica ha subito negli anni una costante e progressiva limitazione, sino alla sua totale eliminazione.
L’11 marzo 2013, infatti, con l’entrata in vigore anche del divieto di commercializzare, dopo questa data, i prodotti cosmetici contenenti ingredienti testati per particolari studi di tossicità (tossicità da uso ripetuto, tossicità riproduttiva e tossicocinetica) al di fuori dell’Europa comunitaria, l’Unione Europea ha decretato il bando totale della sperimentazione animale a scopi cosmetici.
La sicurezza dei prodotti cosmetici e la garanzia della tutela della salute dei consumatori rimangono una priorità assoluta per l’industria cosmetica italiana ed europea. Tutti i prodotti immessi in commercio devono essere valutati da un esperto qualificato ed essere giudicati sicuri. Inoltre, specifici ingredienti presenti nei cosmetici (es. coloranti, conservanti, filtri UV, ecc.) sono regolamentati dalla Direttiva europea e dalla legge italiana, che garantiscono la sicurezza del consumatore che li usa.
L’uso di questi ingredienti deve, infatti, essere autorizzato secondo un iter preciso: solo nel momento in cui si dimostra la loro sicurezza per i consumatori, queste sostanze possono essere inserite fra quelle già permesse dalla normativa cosmetica. In passato questi dati e informazioni relative alla sicurezza provenivano soprattutto da test effettuati su animali. Oggi non è più possibile. Dunque attualmente come avvengono queste procedure? Come è la situazione attuale? Ecco qualche informazione in proposito.
Si possono ancora testare su animali nuovi ingredienti per scopi cosmetici?
La legge è estremamente chiara: già a partire dal marzo 2019 sono stati vietati in tutta l’Unione europea i test su animali per nuovi ingredienti cosmetici. Il divieto per i prodotti finiti era in vigore dal 2004, anche se l’industria cosmetica non li utilizzava più già dagli ani 80.
Con il marzo 2013 è scattato in tutti i paesi comunitari il divieto finale e assoluto di vendere prodotti finiti che contengono ingredienti testati su animali per scopi cosmetici al di fuori dell’Europa comunitaria.