Secondo le statistiche ufficiali li utilizzano più del 60% delle donne: dalle ragazzine alle signore di una certa età. Ciascuna lo fa con scopi diversi: chi per coprire i capelli grigi, chi per soddisfare una esigenza di cambiamento, chi per dare vivacità alla chioma. La frequenza media di utilizzo? Almeno 6-8 volte l’anno. Ma i coloranti per capelli, sia quelli di tipo professionale sia quelli per uso casalingo, sono ormai sempre più utilizzati anche dagli uomini (stando ai dati li usano fra il 5 e il 10%), che si tingono i capelli per mascherare i segni dell’invecchiamento o per acquistare nuovo fascino.
Del resto, questi prodotti aiutano a farci sentire più giovani, attraenti, sensuali, aumentando la stima in noi stessi e facilitando i rapporti interpersonali. Un successo confermato anche dai numeri: il mercato delle colorazioni per capelli nell’ambito dell’Unione Europea rappresenta circa l’8% del valore totale della produzione da parte delle industrie cosmetiche.
Ma le tinture sono davvero sicure? Quali sono le informazioni utili da sapere per usarle correttamente?
• L’uso di henné come colorante per i capelli è stato riscontrato per la prima volta intorno al 1400-1500 a.C.
• Nel XVIII secolo il bianco, l’azzurro e il rosa erano colori comuni per i capelli. Erano ricavati dalla farina o piante polverizzate e spruzzate su folte parrucche
• La parola indiana “chàmpo” significa “massaggio della testa” e nella prima parte dell’800 un imprenditore bengalese, Sake Dean Mahomed, importò in Inghilterra la pratica del massaggio del cuoio capelluto con olio per capelli. I parrucchieri inglesi ricavarono i primi shampoo bollendo sapone grattato nell’acqua calda e aggiungendo erbe per dare profumo ai capelli
1867: Il perossido di idrogeno (l’acqua ossigenata) è presentato come “l’acqua che sgorga dalla fontana dorata della giovinezza”, per le sua capacità di schiarire i capelli rapidamente
1898-1900: Hans Schwarzkpopf sviluppa il primo shampoo solubile in acqua; il profumiere Edouard Pinaud sviluppa il primo moderno balsamo per capelli
1906-07: Karl Nessler sviluppa il primo sistema di permanente; il chimico francese Eugene Schueller inventa il colorante sintetico per capelli [continua]
In alcune occasioni le tinture per capelli sono state accusate di essere poco sicure per la salute dei consumatori.
In realtà, i coloranti per capelli sono fra i prodotti più studiati degli ultimi anni e la loro sicurezza è stata dimostrata da numerose ricerche scientifiche.
Inoltre, così come per ogni altro prodotto cosmetico, la normativa europea e italiana prevede che i coloranti per capelli debbano essere sicuri quando usati correttamente. [continua]
Cos’è la parafenilendiammina? E’ un ingrediente sicuro?
La PPD è un colorante per capelli, usato nelle colorazioni permanenti (anche dette ad ossidazione) per la sua particolare efficacia di colorazione in tutte le sfumature di colore, in particolare di quelle più scure. E’ particolarmente efficace nel coprire i capelli grigi. La sua presenza nel prodotto è indicata sulla confezione, oltre che nella lista degli ingredienti, anche con l’avvertenza “Contiene fenilendiammine” oppure “Contiene diamminobenzeni”.
La parafenilediammnina è un ingrediente sicuro, il cui uso è ammesso solo nelle colorazioni per capelli (fino ad una concentrazione massima del 2%) dalla severa normativa europea ed italiana. La grande maggioranza della popolazione europea (più del 98%) non soffre di alcuna forma allergica alla PPD. Tra le persone che hanno una sensibilità alla PPD (meno del 1,5%), solo una piccola parte (intorno allo 0,1% della popolazione) manifesta una forma di allergia dopo l’uso delle colorazioni per capelli. Il miglior consiglio è sempre quello di effettuare il test di sensibilità 48 ore prima dell’applicazione della colorazione, per prevenire le reazioni allergiche.