Consentono di raggiungere risultati altrimenti impossibili e di creare cose che un tempo sembravano irrealistiche, ma alle quali oggi non potremmo più rinunciare: tessuti che non si scoloriscono, vetri autopulenti, impianti e protesi biocompatibili, pannelli solari, sistemi di rilascio di farmaci. Ecco perché, negli ultimi anni, il ricorso alle nanotecnologie e l’uso di nanomateriali si stanno diffondendo rapidamente in diversi settori, da quello della biologia a quello dell’elettronica, da quello della fisica a quello dell’ingegneria. Anche l’industria cosmetica da qualche tempo sta andando in questa direzione sviluppando, attraverso l’impiego delle nanotecnologie, ulteriori vantaggi e benefici dei cosmetici.
I nanomateriali più usati in campo cosmetico sono i nanopigmenti e le nanoemulsioni.
I primi sono microparticelle solide inodori e poco solubili in acqua, in genere presenti nei cosmetici sottoforma di grandi agglomerati.
Le nanoemulsioni, invece, sono preparati a base di goccioline microscopiche di olio e acqua, che vanno a rafforzare il contenuto di oli nutrienti del cosmetico, senza comprometterne la trasparenza e la luminosità.
I cosmetici contenenti nanomateriali possono essere considerati sicuri?
Tutti i prodotti cosmetici in commercio possono essere considerati sicuri perché sono stati sottoposti a una valutazione sulla sicurezza da un addetto qualificato. Anche i cosmetici con nanomateriali devono seguire questo processo di valutazione, che garantisce la tutela del consumatore. Non c’è, dunque, alcuna ragione per temere dei rischi.