Un’indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Brescia ha portato al sequestro di circa 50mila prodotti liscianti per capelli provenienti da Paesi extra-europei. Gli inquirenti hanno infatti scoperto la presenza di quantitativi di formaldeide superiori ai limiti consentiti per legge. Alla luce del rinnovato allarme, Unipro interviene ancora una volta per fare chiarezza sul tema.

La formaldeide è una sostanza regolamentata dalla normativa sui prodotti cosmetici e il suo impiego è permesso nei prodotti per capelli ad una concentrazione massima dello 0,2% con la funzione di conservante. La massima concentrazione di questa sostanza è stata fissata per garantire la sicurezza del consumatore e degli operatori dei saloni di acconciatura; prodotti contenenti una concentrazione più alta sono quindi illegali e rappresentano anche un rischio per la salute del consumatore.

La larga maggioranza delle imprese cosmetiche presenti in Italia adotta comportamenti seri e responsabili e propone da anni agli acconciatori prodotti stiranti per capelli che impiegano tecnologie e formulazioni nel rispetto dei vincoli e degli obblighi normativi, garantendo in tal modo la sicurezza dei prodotti e la salute dei consumatori e degli operatori professionali.

A fronte del sequestro operato dalla Guardia di Finanza di Brescia, Unipro ribadisce la propria raccomandazione a tutti gli acconciatori di controllare con molta attenzione che i prodotti stiranti per capelli attualmente impiegati presso i propri saloni o eventualmente proposti da nuovi fornitori rispettino tutte le disposizioni legislative, a garanzia e a tutela della salute dei propri clienti e degli stessi operatori professionali che lavorano nei saloni di acconciatura. In caso di dubbio, si sconsiglia l’uso in salone di questi prodotti.

L’intervento di Unipro è solo l’ultima tappa di una dialogo avviato ormai da anni con il Ministero della Salute, le autorità competenti e gli organismi di controllo per la continua verifica della presenza di prodotti liscianti per capelli non regolari sul mercato italiano e i conseguenti interventi cautelativi di rimozione degli stessi.