Negli USA un caso legale ha sollevato il dibattito su un possibile legame tra l’uso di cosmetici contenenti talco e il rischio di insorgenza del cancro ovarico. L’industria cosmetica rassicura i consumatori che utilizzano prodotti cosmetici per la cura e l’igiene della pelle contenenti talco, precisando che non si può stabilire una relazione causale tra uso di questi prodotti e il rischio di insorgenza del cancro.

Il talco è un minerale presente in natura, utilizzato in tutta sicurezza nei cosmetici, in particolare per la sua proprietà di conferire una piacevole sensazione di morbidezza.

L’evidenza della sicurezza del talco è espressa da tutte le principali organizzazioni mondiali di tossicologia, ed il fatto che i dati e gli studi scientifici non permettono di identificare il talco come una sostanza che provoca il cancro è una conclusione ampiamente confermata, oltre che oltre che dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dalle americane FDA – Food and Drug Administration e NTP – National Toxicology Program, anche da molti studi epidemiologici indipendenti che sono apparsi sulla letteratura scientifica fin dai primi anni ’90.

Anche la Società Italiana di Ostetricia e Ginecologia ha inoltre recentemente rassicurato contro immotivati allarmismi e ribadito che non ci sono sufficienti elementi per dimostrare un rapporto tra l’utilizzo del talco nelle zone genitali e l’insorgere di una qualche forma di cancro.

Sulla possibilità che l’uso del talco possa provocare il cancro all’ovaio, Leonardo Celleno, direttore del Centro di ricerche cosmetologiche dell’Università Cattolica di Roma, commenta: «Lo ritengo molto improbabile. Il rischio da contatto non è verosimile, una sostanza eventualmente pericolosa dovrebbe comunque entrare nel circolo sanguigno e poi andare ad accumularsi in un organo per favorire lo sviluppo di un tumore».