La chimica integrativa consiste nel guardare ai materiali non dal punto di vista della sintesi ma dal punto di vista della funzionalità attesa dal prodotto finale. Questo approccio fa sì che una specifica funzione in un composto possa richiede la sintesi di un materiale che deve avere tutta una serie di funzionalità unitamente ad una struttura gerarchica complessa. Per poter ottenere questa complessità funzionale e strutturale è necessario che l’intero processo di sintesi si avvalga di sistemi di assemblaggio e di unità di assemblaggio progettati allo scopo di integrarli in un processo di sintesi che possa avvenire in un singolo batch. Più specificatamente la combinazione di materiali precursori con agenti molto dinamici che ne dirigano la strutturazione, consente il disegno di una serie virtualmente infinita di strutture a partire dagli stessi precursori. Questo rappresenta una caratteristica molto importante nella cosmetica, per il bisogno di sintetizzare in maniera rapida una serie di sistemi macromolecolari innovativi  per favorire la distribuzione delle sostanze funzionali.

L’articolo introduce la chimica integrativa che rappresenta un interessante approccio alternativo per la sintesi di nuovi materiali (macro e microsistemi) a partire da un numero ridotto di reagenti iniziali che vengono combinati strutturalmente in maniera tale da avere caratteristiche differenti.

Integrative Chemistry applied to materials for Cosmetics: “nouvelle cuisine” in old pots?
Prouzet E.
University of Waterloo (Ontario), Chemistry Dept., Canada
HPC today 2012 7/4: 14-16.
http://hpc-today.teknoscienze.com/pdf/PROUZET_HPC4_2012.pdf
Keywords: chimica integrativa, rapporti struttura funzione, sintesi chimica.